Ray Johnson – Il più famoso artista sconosciuto

Ray Johnson è nato nel 1927 a New York dove è morto suicidanel 1995 tuffandosi nelle acque gelide del Sag Harbor di Long Island. E’ stata una figura concettuale precoce nella Pop Art del 1950 e subito dopo un pioniere della Mail Art fino ad essere definito dalla critica “il padre della Mail Art” Prediligeva la tecnica del collage, una forma d’arte tipica del XX secolo che riflette la stridente collisione tra le varie e disparate informazioni visive e verbali prodotte dall’uomo moderno soprattutto attraverso i mass-media.In questo preciso momento storico la conversazione telefonica caratterizza la ricerca di Johnson fino a diventare un’innovazione culturale perché si diffonde oltre i confini del visivo. L’artista ha messo in scena ciò che Suzi Gablik aveva descritto nella Pop Art ridefinendo il concetto primario in “primo happening informale” e trasferito subito dopo nella Mail Art con i libri d’artista, i grafich design e la scultura, ovvero lavorando simultaneamente in tutti i modi possibili. Joohnson non solo richiama il concetto che Rauschenberg definì come “Il divario tra arte e vita”, ma anche cancellato se vogliamo la distinzione tra di loro. Il suo modo di essere è il riflesso della sua mente ossessivamente creativa che sfocia in una continua “opera d’arte”. Le sue opere riflettono la sua erudizione enciclopedica, la sua gamma promiscua di interessi e di una straordinaria capacità nello scoprire le connessioni tra una miriade di immagini, fatti e persone. Nato a Detroit, Michigan il 16 ottobre 1927, Johnson è cresciuto in quartiere popolare e ha frequentato una scuola professionale dove si programmava la pubblicità d’arte. Ha studiato presso l’Art Institute di Detroit nel 1945, si iscrive subito dopo al Black Mountain College dova trascorre tre anni. Ha studiato pittura con gli ex doventi del Bauhaus Josef Albers s Lyonel Feininger, così come con Robert Motherwell. Nell’estate del 1948 aveva fatto amicizia con Merce Cunningham, Willelm de Koning, Buckminster Fuller e Richard Lippold e Ruth Asawa tutti questi erano docenti venuti in visita da John Cage (caratterizzata dallo studioso Martin Duberman come “un evento spartiacque nella storia della tecnica mista” proprio con Cage) Nei primi mesi del 1949, Johnson si trasferisce a New York City ed è diventato un partecipante attivo nella scena downtown art accanto a al gruppo astratto Artisti Americani. Dipinge astrazioni geometriche altamente influenzate dalle immagini del suo ex professore Josef Albers. In questo periodo distrugge la maggior parte di questi lavori e si dedica al collage. Nel 1954, Johnson crea i “moticos” collage silouette di forma irregolare di piccole dimensioni sul quale incolla immagini dei personaggi che Warhol richiamerà nella Pop Art nel 1960. Tuttavia il suo atteggiamento verso la fama è rimasta proprio l’antitesi di Warhol. Egli continuamente lo schivò e fu soprannominato per questo motivo “Il più famoso artista sconosciuto” da Grace Glueck in un New York Times del 1965 con cui ha discusso della sua inafferrabilità deliberata. Johnson è considerato un alchimista artistico che potrebbe trasformare i detriti della vita ordinaria in proverbiale arte oppure in “oro”. Nel suo tipico modo autoironico, Johnson avrebbe detto che lui non ha fatto Pop Art ma “Art Chop”. (Arte tritata) Nel 1958 fu riconosciuto come parte della nascente generazione Pop.In una revisione espositiva di Jasper Johns, un critico per Artnews ha dichiarato: “Johnson è il primo one-man show” e lo poneva tra i colleghi più noti come Rauscenberg, Trwombly, Kaprow”. Nel 1959 johnson ha incontrato Billy Linich (più tardi conosciuto come Billy Name) al Serendipity di New Yorke nel 1963 lo presentò a Warhol. Billy Name divenne una figura chiave nella Factory di Warhol, responsabile per il rivestimento di pareti di fabbrica in argento, un’idea che ha accreditato Johnson come uno dei primi concettuali, un erede di Marcel Duchamp (poteva averlo incontrato nel 1961) condividendo il suo entusiasmo per il lavoro del francese anziano con molti dei suoi contemporanei. Nell’opera di Marcel Duchamp “Etant donnés”  Michael Taylor osserva: “L’esposizione pubblica del lavoro di Johnson ha contribuito a collocare lui come una figura cruciale nella diffusione della second guerra post-.mondiale di arte e di idee di Ducamp accanto a luminari culturali come John Cage, Merce Cunningham e Jasper John. Johnson è stato uno degli artisti chiave perché partecipava attivamente ai lavori d’arte. Il suo interesse per i codici, le poetiche e i sistemi semiotici di Duchamp anticipano pratiche culturali del XX secolo”. Durante tutta la fase iniziale della sua carriera Johnson cercò il casuale e l’effimero, incorporando operazioni casuali nella sua poetica artistica della “mail art”. Egli si costruì gradualmente una rete informale ibrida di amici, conoscenti e sconosciuti con il quale ha scambiato idee e opere d’arte attraverso il sistema postale. Nel 1958 cominciò a scrivere: Si prega di inviare a…” sulle sue spedizioni, creando così automaticamente ancora più sotto-reti tra le centinaia di corrispondenti nella sua maggiore organizzazione, la Mail Art. Nel 1962 la “Correspondance School  di New York”, (la sua “scuola” virtuale di corrispondenti) era diventata una rete cartacea pronta per una rete di comunicazione elettronica più immediata e più veloce e inevitabilmente alla fine si diffuse non solo in tutta la nazione ma in tutto il mondo. Johnson era un istigatore di performance art. Partecipava attivamente alle manifestazioni di James Waring e Susan Kaufman, tra gli altri mettendo in scena ed evidenziando la sua partenza artistica dal 1957 commentata da “Musica funebre per Elvis Presley e Lezione sulla musica moderna” .Le composizioni di Jhonson erano eseguite presso il Living Theatre o durante eventi come il Fluxus “Festival Yam” del 1963. Dal 1961 in poi, Johnson periodicamente ha messo in scena eventi che chiamava “Nothings descritti al suo amico Williams S. Wilson come “un atteggiamento in contrasto con un happening, (andrebbe parallelamente agli “Happenings” di Allan Kaprow e ai suoi successivi eventi Fluxus). Il primo di questi, ”Niente da Ray Johnson” faceva parte di una serie settimanale di eventi nel mese di luglio 1961 alla AG Gallery, una sede di New York gestita da Geirge Maciunas e Almus Salcius. Ed Plunkett ricordò in seguito uno di questi evenyi quando era entrato in una stanza vuota: “I visitatori successivamente hanno cominciato ad entrare nei locali. La maggior parte di essi sembrava però piuttosto costernata perché nulla accadeva in realtà… Finalmente Ray è arrivato e ha portato con sé un grande ondulato…(scatola di cartone di bobine di legno). Poco dopo il suo arrivo Ray ha svuotato la casella di bobine facendole rotolare giù per la scala…Con questi elementi si doveva intervenire con cautela per disporle onde evitare di scivolare…Sono stato felice però per questo gesto. La performance era finalmente iniziata”. In un secondo appuntamento Nothings dedicato a Johnson e avuto presso la Maidman Playhouse di New York nel 1962 sono indicate le circostanze accuratamente orchestrate del suo suicidio avvenuto Venerdì 13 del 1995 che hanno spinto o suggerito a pensare che il suo annegamento era in realtà la sua “performance finale”. Johnson ha organizzato altri due incontri nelle settimane successive, compreso il soggiorno-Meeting al Finch College i New York, di cui John Gruen ha riferito: “E’ stato…frequentato da molti artisti e membri”, i quali sedevano tutti intorno chiedendosi quando la riunione sarebbe iniziata. Non accadeva però nulla…per cui alcune persone hanno cominciato a scrivere su pezzi di carta, sulla lavagna o hanno sentito semplicemente il desiderio di parlare tra loro. Tutto era stranamente privo di significato ma stranamente molto significativo”. Fino alla sua morte Johnson ha continuato a spedire una straordinaria quantità di materiale, compresi gli elementi di collage tritato-up; disegni con l’istruzione “si prega di aggiungere e rispedire…”; oggetti ritrovati per strada; pelli di serpente, forchette di plastica, annotazioni e ritagli di giornale per citarne alcuni. Per Johnson , “arte” era rifiutare le limitazioni fisiche e di tempo o quelle di avere un solo unico obiettivo identificabile. In questa veste, Johnson privilegiava o riteneva chiunque e tutti quelli con cui interagiva adatto allo scambio creativo. Richard Feigen fu uno dei primi sostenitori del suo lavoro, tenendo mostre personali a New York e Chicago dal 1966 al 1972 tra cui: “Scoccò una freccia in aria e cadde in terra nell’orecchio di un artista vivente” alla Flushing di New York nel 1970 e Dollar Bills del 2970. Dal 1968 al 1974 Johnson ha prodotto un corpo di lavoro ambizioso. Ha ricevuto l’attenzione critica sulle pagine di Artforum ed è stato presentato in diverse mostre importanti. Nel 1970 il Whitney Museum of American Art ha organizzato “Ray Johnson: New York Correspondance Shool” Una forma importante di convalida culturale che indicava come praticare il lavoro ideato da Johnson nel futuro immediato. Inoltre Johnson ha tenuto diverse mostre personali alla Willard Gallery di New York , sicordiamo “Schiacciapatate della mamma nel 1973 alla Galleria Schwarz di Milano e storia di Ray Johnson alla Betty Persons Gallery del 1973. Ha partecipato alla mostra collettiva post Card Show 1971-1972 presso l’Angela Fiori Gallery di Londra.Il fatidico 3 giugno 1968 Valerie Solanas spara su Andy Warhol, Johnson tesso viene aggredito a Knifepoint a Manattan e due giorni dopo tutto il mondo rimane scioccato per l’assassinio di Bobby Kennediìy per mano di Shiran Shiran a Los Angeles. Questi eventi traumatici spingono Johnson a decidere improvvisamente di partire per Glen Cove a Long Islahd rifugiandosi nella quiete della sua famiglia. Si trasferisce subito dopo al vicino Locust Valley dove visse con assoluta riservatezza isolato da ogni contatto con l’esterno. Dopo esser diventato famoso Johnson, gradualmente ma volutamente si è chiuso nella sua vita e dimora privata. Ha continuato a connettersi tramite la sua arte elettronica, ha avuto contatti telefonici e varie altre attività nella comunità Locust Valley in cui viveva. Riferendosi a se stesso disse che la sua era una “organizzazione misteriosa e segreta” ma finalmente aveva raggiunto lo status leggendario di “puro” e di artista completamente non-commerciale. La sua reputazione nonostante la sua assenza fisica e fuori dalla scena è rimasta viva e in continuo fermento culturale. La presenza di Johnson ha continuato a farsi sentire presso di coloro che lo ammiravano tra i quali Jasper Johns, James Rosenquist, Roy Lichtestein, Andy Warhol, Christo e Jeanne-Claude, Chuk Close, Robert Rauschenberg e una stretta cerchia di amici, ammiratori e collezionisti. Solo una manciata di persone ha avuto accesso libero presso la sua isolata residenza e nel 178 sessò di esporre o vendere il suo lavoro commerciale definitivamente. In contrasto con il suo isolamento fisico, la rete pre-digitale di Johnson è aumentata in modo esponenziale di corrispondenti. Johnson ha febbrilmente sviluppato molti collages ricchi e complessi prima di morire. Donna De Salvo, la curatrice del Whitney Museum, lo ha descritto come “l’estensione della rete compositiva oltre i parametri di un lavoro individuale nel resto del mondo”. Il 5 aprile del 1973, Johnson aveva dichiarato la “morte” del “New York Correspondance School” in una lettera inedita spedita a “scuola” al Dipartimento Necrologico del New York Times, ma ha continuato a praticare la Mail Art regolarmente. Nel 1976 ha iniziato il suo progetto Silhouette, che ha coinvolto la creazione di 200 profili di amici ‘artisti’ o facce di gente famosa che avrebbe spesso utilizzato come base dei suoi collages. I soggetti sono personaggi di chi è nelle arti, nella letteratura o nella scena Newyorkese: Chuk Close, Andy Warhol, Paloma Picasso, James Rosenquist, Richard Feigen, Frances Beatty, William S. Burroughr, Nam June Paik, David Hockney, Peter Hujar e Roy Lichtenstein, tra gli altri.Il 13 gennaio 1995 Johnson è stato visto immergersi vestito di nero dopo essersi buttato giù da un ponte del Sag Harbor a Long Island verso il mare. La sua morte è ancora un mistero. Molti aspetti e coincidenze coinvolgono ad esempio il numero 13 la data del suo suicidio, la sua età 67, (6 + 7 = 13), così come il numero di stanza di un motel che aveva prenotato in precedenza quel giorno, 247 (2+4+7 = 13). C’è stata molta speculazione tra critici, studiosi, ammiratori e funzionari delle forze dell’ordine circa l’aspetto che fa pensare dell’annegamento di Ray come di un’ultima performance”. A tre giorni dalla scomparsa, il postino ha consegnato una cartolina indirizzata a Ray ma arrivata alla sua famiglia, spedita da Los Angeles proprio il 13 gennaio. C’era scritto: “Se stai leggendo queste righr, vuoldire che sono morto. Dopo la sua morte, centinaia di collages sono stati trovati disposti con cura nella sua casa di Long Island. Una retrospettiva al Whitney Museum of American Art del 1999 ha viaggiato per il Wexner Center for the Arts, nonché si sono tenute mostre personali e collettiva negli Stati Uniti e all’estero, tra cui Parigi, Londra, Oslo, Budapest,e Barcellona. Questo grande interesse ha iniziato il processo di re-introduzione del lavoro di Johnson a un pubblico più ampio. Oggi all’interno della comunità critica è considerato uno dei maggiori innovatori stilistici della seconda metà del 20° secolo ma il suo lavoro rimane sottoesposto e poco apprezzato dal grande pubblico. A seguito del suicidio di Johnson i registi Andrew Moore e John Walter, con il supporto e la supervisione di Frances Beatty, vice-presidente di Richard L. Feigen & Co. Hanno prodotto il pluripremiato documentario “Come disegnare un coniglietto” uscito nel 2003. Esamina la vita di Johnson, l’arte, il suo atteggiamento ambivalente verso la fama e infine la sua misteriosa morte. Il film include interviste con artisti come Cuck Closa, James Rosenquist, Billy MName, Christo e Jeanne Claude, e il fondatore del Living Theatre, Judith Malina, tra molti altri. La rete di artisti della posta continua a crescere come la numerazione delle migliaia di corrispondenti anche la sua scomparsa. Anche se la morte di Johnson ha lasciato molte domande….il lavoro della sua vita è la prova di una potente e originale sensibilità unica nella storia moderna.

Claudio Grandinetti

2003

Artist Book: Ray Johnson – Il più famoso artista sconosciuto di Claudio Grandientti